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Nella scuola di Trevozzo rivive la tradizione della Galeina Grisa che annuncia la primavera

Una tradizione popolare che affonda le radici lontane nel tempo e nello spazio, addirittura nella antica Grecia per arrivare fino in Val Tidone attraverso i popoli liguri che di qui passavano. La storia quasi leggendaria della Galeina Grisa è rivissuta nei giorni scorsi nella scuola primaria di Trevozzo grazie a un progetto proposto dal consiglio d’istituto e sviluppato con il supporto di Elia Messina, creator digitale della pagina social Ti_dono questa valle e divulgatore delle antiche usanze del territorio, che ha coinvolto i piccoli alunni in un viaggio alla riscoperta di questa magica tradizione che rivivrà ancora una volta nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio.

«Già tremila anni fa i greci avevano l’usanza di intonare il canto della rondine per tutta una notte credendo così di risvegliare la terra e chiamare la primavera – spiega Elia Messina – I valtidonesi, grazie in particolare al volere di Jacopo Dal Verme, signore di Rocca d’Olgisio, che nel 1378 decise di far rivivere le antiche feste e tradizioni, ripresero l’usanza dai liguri e poi dai romani con le feste Floralia dedicate a Flora, dea della primavera e dei fiori, e il calendimaggio, trasformandolo in gallina grigia, regina e annunciatrice della bella stagione. Il dono delle uova che si fa in quella notte ai cantori che passano di casa in casa interpreta il senso di prosperità e rinascita. Quest’anno, inoltre, riprendendo una tradizione trovata negli scritti di Carmen Artocchini riproporremo durante la notte della Galeina Grisa l’usanza per cui i cantori donavano, in cambio delle uova, un mazzetto di fiori di maggiociondolo».

Il progetto delle scuole – con gli insegnanti Federica Perina, Andrea Braga, Rosi Pescatori, Romina Sturaci, Mara Frattola, Annalisa Bracchi, Barbara Parrillo e Gloria Carboni – ha visto coinvolte tutte le classi della primaria che, dopo l’introduzione storica e la spiegazione della tradizionale celebrazione da parte di Messina, con il supporto di alcuni cantori della zona – Gabriele Molinari, Gianluca Spina e Mario Pagani – sono state invitate a realizzare dei disegni che rappresentassero la storia e la leggenda della Galeina Grisa, tra i quali sono stati premiati quello per il miglior senso artistico, quello più inerente alla tradizione e quello più votato dalla giuria composta da tutti i docenti, ricevendo una maglietta celebrativa.

«Ad oggi questa festa è un motore sociale che tiene unite le genti – ha sottolineato il sindaco Franco Albertini presente presso la scuola di Trevozzo e che ha consegnato le magliette-premio e a tutti gli studenti un simpatico gadget a tema galeina grisa – crea nuove amicizie e forte senso di comunità e appartenenza. Ci si sente parte di qualcosa di grande che si attende con trepidazione ogni anno e il senso di questo meritorio progetto proposto dalla scuola insieme all’opera di Elia Messina e l’intervento dei cantori, ha proprio questo significato da tramandare alle più giovani generazioni».

«Da quest’anno – confermano i docenti – la scuola elementare di Trevozzo ha voluto concentrarsi sulle tradizioni popolari tra i banchi con storie, leggende e antichi canti sulle orme del ricordo del grande coro campagnolo di Nibbiano che al tempo tenne in vita e diede lustro a questo grande pezzo di identità valtidonese».