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Trevozzo

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Il borgo

Trevozzo è terra di ritrovamenti di reperti antichi riconducibili a tracce dell'età romana e del periodo tardo-antico e alto-medievale.
Trevozzo vanta un castello risalente al XI secolo, oggi di proprietà privata. Ha un aspetto imponente con due torrioni a d’angolo a pianta quadrata e il cui ingresso porta ancora le tracce degli incastri del ponte levatoio, mentre un colonnato, dotato di arcate e colonne realizzate in granito e posto nel cortile, è stato murato ed inglobato in edificazioni successive
Al suo fianco vi è l’antica fornace in pietra risalente ai primi dell’Ottocento: l’impianto, passato al Comune di Nibbiano all’inizio del ‘900, venne venduto nel 1940 a Luigi Bagnalasta, che la rimise in funzione (fino al 1968), costruendovi accanto una seconda fornace in mattoni.
Va menzionata anche la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta, il cui organo all’interno fu suonato nel gennaio del 1836 da Giuseppe Verdi, come testimoniato nel diario di famiglia dell’imprenditore Antonio Barezzi.

Storia

Nel 1514 l castello fu abbruciato con gran danno dai soldati vermeschi di fede ghibellina durante uno scontro contro le truppe guelfe dei conti Cattaneo che all'epoca erano proprietari dell'edificio.

Il complesso rimase pertinenza della famiglia Cattaneo anche nei secoli successivi: nel 1659 era possesso di Luca Cattaneo, che in quell'anno ottenne da parte del duca di Parma e Piacenza l’investitura feudale su Trevozzo, incluso il castello, comprensiva del diritto di successione in favore dei propri figli ed eredi maschi. Nel 1728 apparteneva a Giuseppe Costa Cattaneo, il quale rinnovò la propria dichiarazione di fedeltà al duca di Parma e Piacenza, Antonio Farnese.

Nell'agosto 1773 il castello, che era stato trasformato in un palazzo residenziale, ospitò Maria Amalia d'Austria, moglie di Ferdinando di Borbone, durante il suo viaggio in val Tidone.